La nostra generazione si trova a vivere in un contesto sociale in cui emergono con sempre più forza l’individualizzazione e l’allontanamento dell’altro. Sono troppo rari veri spazi di condivisione e di aggregazione, in cui i ragazzi possano confrontarsi e costruire una rete di rapporti ed interazione che non sia solo virtuale, come troppo spesso è in quest’epoca in cui gli amici si contano sui social network e la popolarità si misura sui like.

Nemmeno le nostre scuole riescono a rappresentare un vero luogo di aggregazione, in quanto troppo spesso bloccate su nozionismi e incapaci di insegnare a stare insieme, condividere, sostenere, aiutarsi, collaborare, costruendo un percorso di crescita comune. Poste queste premesse, ciò di cui nel concreto gli studenti hanno bisogno sono degli spazi in cui poter studiare insieme il pomeriggio aiutandosi e confrontandosi, degli spazi per discutere di attualità e fare informazione, per suonare ed esprimersi artisticamente, per mettere in rete gruppi studenteschi di diverse scuole, per scambiare idee e progetti, per fare cultura.

Riteniamo dunque che questa esigenza di spazi di aggregazione studenteschi e giovanili possa essere colmata grazie ad una sinergia tra le istituzioni regionali e quelle comunali, in particolare nei comuni con un’elevata popolazione giovanile o in cui vi sono grandi poli scolastici. La nostra proposta si concretizza quindi in uno sforzo da parte delle strutture comunali nell’individuare degli spazi che siano dedicati agli studenti, in cui garantire con l’aiuto della Regione dei servizi minimi, in particolare:

  • aule studio;
  • eventuali sale la cui funzione sia legata agli istituti del polo scolastico presente nello stesso comune (es. sala prova in concomitanza ad un liceo musicale);
  • biblioteca (che possa contenere anche appunti e che sia integrata anche dagli studenti stessi);
  • sala per iniziative autonome culturali, di dibattito, aggregazione e informazione.

Il modello di gestione dello spazio dovrebbe essere aperto e condiviso, puntando alla creazione di un comitato di gestione che coinvolga:

  • le istituzioni regionali, garanti della capacità di mettere in rete più spazi in città diverse tramite l’incentivo di progetti o percorsi comuni;
  • le istituzioni comunali, capaci di essere l’anello di congiunzione e mediazione tra tutte le componenti;
  • le componenti scolastiche, e quindi le dirigenze degli istituti del territorio e rappresentanze di genitori, studenti ed insegnanti.

Questo modello di gestione è quello che più può permettere la crescita e il buon funzionamento dello spazio stesso, entrando in un’ottica propositiva di condivisione e crescita comune. Fondamentali saranno la pubblicità e la comunicazione efficienti in modo da creare luoghi sempre più aperti e partecipati, in cui le istituzioni lasciano ampia autonomia gestionale agli studenti e alle altre componenti scolastiche nella progettazione di iniziative aggregative e culturali, tuttavia fornendo continui stimoli e spunti per creare progetti e svolgere attività. Infine, per favorire la crescita e la buona gestione degli spazi, si dovrebbero creare piccoli bandi progettuali rivolti a gruppi studenteschi e associazioni del territorio che possano così a mano a mano dare vita a nuove reti di interazioni e nuove attività.